Odontotecnico professione sanitaria: ANTLO commenta il post della CAO nazionale

Siamo abbastanza qualificati per costruire il dispositivo che il paziente porterà in bocca per anni, ma diventiamo improvvisamente un ‘rischio’ se lo Stato decidesse di riconoscere ufficialmente la nostra professione

La “pressione” sulla politica per convincerla che il profilo dell’odontotecnico debba essere rinnovato nell’ambito delle professioni sanitarie, oppure che debba rimanere un’arte ausiliaria, si gioca anche sui social.

Il 19 giugno scorso, un post Facebook sulla pagina della CAO nazionale informava sui punti all’ordine del giorno della riunione della Commissione Albo Odontoiatri nazionale. Tra questi, figuravano le “azioni da mettere in campo per sensibilizzare la politica sui rischi per i cittadini derivanti dal riconoscimento dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie”. I motivi, la CAO li aveva già più volte espressi, non ultimo attraverso una lettera inviata all’On. Ilenia Malavasi, promotrice di un emendamento al Decreto professioni sanitarie attualmente fermo in Commissione.

Un’informazione che non è passata inosservata all’ANTLO, che sul proprio sito e poi sulla pagina Facebook ha pubblicato una nota contro la continua azione politica della CAO volta a impedire l’inserimento dell’odontotecnico tra le nuove professioni sanitarie.

Sembra quasi un bollettino della Protezione civile. Tra i ‘rischi per i cittadini’ compare addirittura il possibile riconoscimento dell’odontotecnico come professione sanitaria”. Inizia così, con ironia, la nota ANTLO, che sottolinea come da un lato all’odontotecnico vengano affidate responsabilità precise nella fabbricazione di dispositivi medici su misura destinati ai pazienti e, dall’altro, si consideri il riconoscimento come professione sanitaria addirittura “dannoso” per la salute dei cittadini.

Insomma – continua la nota ANTLO – siamo abbastanza qualificati per costruire il dispositivo che il paziente porterà in bocca per anni… ma diventiamo improvvisamente un ‘rischio’ se lo Stato decidesse di riconoscere ufficialmente la nostra professione?

ANTLO sottolinea che “il riconoscimento non toglie competenze agli odontoiatri, non autorizza atti clinici e non modifica i confini professionali. Semplicemente prende atto di una realtà che l’Europa ha già riconosciuto: l’odontotecnico è un professionista che opera all’interno del sistema salute con responsabilità proprie”.

L’Associazione Titolari Laboratorio Odontotecnico ipotizza che il vero timore, forse, non sia “il rischio per i cittadini”, ma che “venga finalmente riconosciuta una professione che da decenni garantisce qualità, sicurezza e innovazione senza avere ancora il posto che merita nell’ordinamento sanitario italiano”. Infine, ANTLO indica nella contrapposizione tra categorie il vero rischio per il paziente.

fonte: ANTLO