In Europa, la figura dell’odontotecnico non gode di un’armonizzazione comunitaria uniforme per quanto riguarda la classificazione professionale: la decisione se inserirlo o meno tra le professioni sanitarie spetta ai singoli Stati membri.
La direttiva europea sulle qualifiche professionali (Direttiva 2005/36/CE) la riconosce come “professione regolamentata”, ma lascia autonomia a ogni Paese nel definirne l’inquadramento e il percorso formativo. Di conseguenza, il panorama europeo si divide principalmente in tre grandi modelli:
1. Paesi in cui è una Professione Sanitaria o Parasanitaria
In diverse nazioni europee, l’odontotecnico è pienamente inserito nel comparto sanitario (spesso nell’area delle professioni tecniche o paramediche) con percorsi formativi universitari o terziari di alto livello:
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Spagna: La figura del Protésico Dental è esplicitamente inclusa tra le professioni sanitarie regolamentate dalla Ley de Ordenación de las Profesioni Sanitarias (LOPS). La formazione avviene tramite un titolo tecnico superiore di ambito sanitario.
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Portogallo: Il Técnico de Prótese Dentária rientra nell’alveo delle professioni tecnico-sanitarie (tecnologias da saúde). Il percorso di accesso prevede una laurea triennale (licenciatura).
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Francia e Belgio: Viene inquadrato come professione paramedica o tecnico-sanitaria con una fortissima integrazione nei protocolli di sicurezza e fabbricazione dei dispositivi medici.
2. Il modello del “Clinical Dental Technician” (Nord Europa e Regno Unito)
In alcuni Paesi europei (specialmente di cultura anglosassone o scandinava) esiste una figura evoluta che, pur partendo dalle competenze dell’odontotecnico, acquisisce uno status sanitario clinico:
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Regno Unito, Danimarca, Paesi Bassi, Irlanda: In questi Stati si distingue l’odontotecnico classico da laboratorio (Dental Technician) dal Clinical Dental Technician (CDT) o Protetista Dentale Clinico. Il CDT è un professionista sanitario a tutti gli effetti che, dopo una specializzazione supplementare, è autorizzato a lavorare direttamente a contatto con il paziente per la progettazione e l’inserimento di protesi mobili, collaborando in autonomia con l’odontoiatria.
3. Paesi con inquadramento artigianale / tecnico (Modello Storico)
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Germania e Austria: Storicamente l’odontotecnico (Zahntechniker) è inserito nel settore dell’artigianato ad alta specializzazione tecnica (Handwerk). Il percorso d’eccellenza prevede il titolo di “Maestro” (Meister). Nonostante la natura formalmente artigianale, i requisiti formativi e le responsabilità igienico-sanitarie sul prodotto sono rigidissimi.
E in Italia? La svolta recente
Storicamente, in Italia l’odontotecnico è stato classificato come “arte ausiliaria delle professioni sanitarie” sulla base di una legge molto risalente (il Regio Decreto del 1928), che vieta tassativamente qualsiasi contatto diretto con la bocca del paziente.
Tuttavia, il quadro normativo è in profonda evoluzione:
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Il Regolamento Europeo sui Dispositivi Medici (MDR 2017/745): Ha equiparato a tutti gli effetti l’odontotecnico al “fabbricante di dispositivi medici su misura”, caricandolo di responsabilità civili e penali sulla salute e tracciabilità dei materiali che si integrano perfettamente nel profilo di un professionista della salute.
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La Sentenza del Consiglio di Stato (Gennaio 2024): Con una storica decisione (n. 932/2024), il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso delle associazioni di categoria, annullando i precedenti pareri contrari del Ministero della Salute e aprendo formalmente la strada per l’inquadramento amministrativo dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie (ai sensi della Legge Lorenzin e della Legge 43/2006). Il processo di recepimento istituzionale e la definizione dei nuovi albi/percorsi formativi è l’oggetto del dibattito e dei tavoli tecnici correnti tra Ministero e associazioni.
- Fonte: AI Ancad