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02/06/2016

Pittogrammi e regolamento CLP (CE) 1272/2008

In uno studio odontoiatrico le sostanze chimiche sono utilizzate quotidianamente dagli operatori sanitari trovandosi queste praticamente all’interno di qualsiasi tipo di prodotto (disinfettanti, resine, rivestimenti, primers, adesivi, ecc).

Nel 2009 il regolamento CLP (CE) 1272/2008 dell’Unione Europea (UE) relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche ha introdotto dei nuovi pittogrammi di pericolo, adeguando la precedente normativa UE al GHS (Sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche) e mantenendo salde le correlazioni alla normativa REACH.

I nuovi pittogrammi a forma di rombo, presenti sulle etichette e nelle schede di dati di sicurezza, hanno di fatto sostituito i precedenti simboli arancioni e sono essi ora ad indicare la natura dei pericoli associati all’uso di una sostanza o miscela pericolosa. Sulle etichette i pittogrammi sono accompagnati da avvertenze, indicazioni di pericolo (sostitutive delle precedenti “frasi di rischio”), e consigli di prudenza, oltre che da informazioni sul prodotto e sul fornitore.

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) supporta continuamente la Commissione Europea nel promuovere la conoscenza di questi nuovi simboli ritenendo tale conoscenza una  prerogativa indissolubile nella prevenzione di malattie ed infortuni sul lavoro.

Ma conosciamoli meglio nel dettaglio.

I prodotti chimici accompagnati da questo pittogramma sono:

Gas sotto pressione (compressi, liquefatti, disciolti) che potrebbero esplodere se esposti al calore

Gas refrigerati che potrebbero causare ustioni o lesioni criogeniche

Anche gas che sono normalmente sicuri possono diventare pericolosi quando sono sottoposti a pressurizzazione.

Questo pittogramma indica:

Esplosivi

Sostanze e miscele autoreattive

Perossidi organici che possono causare esplosioni se esposti al calore.

 

Occorre prestare attenzione al significato dei due pittogrammi seguenti, simili tra di loro.

Questo mette in guardia da:

Gas, aerosol, liquidi e solidi infiammabili

Sostanze e miscele autoriscaldanti

Liquidi e solidi piroforici che potrebbero infiammarsi a contatto con l’aria

Sostanze e miscele che a contatto con l’acqua emanano gas infiammabili

Sostanze e miscele autoreattive o perossidi organici che possono provocare un incendio se esposti al calore.

La presenza di questo pittogramma sull’etichetta invece indica che si ha a che fare con:

Gas, solidi e liquidi comburenti che possono provocare o rendere più pericoloso un incendio o un’esplosione.

Una sostanza o miscela con questo pittogramma può indicare uno o più dei seguenti effetti nocivi:

È cancerogena

Nuoce alla fertilità e al feto

Causa mutazioni

È un sensibilizzante delle vie respiratorie e può causare allergia, asma o difficoltà respiratorie se inalato

È tossica per determinati organi

Comporta pericoli da aspirazione: può essere dannosa o anche letale se ingerita o introdotta all’interno delle vie respiratorie.

In questo caso si ha a che fare con:

Una sostanza chimica che ha una tossicità acuta a contatto con la pelle, se inalata o ingerita, e che può anche essere letale.

Ogni volta che si usa una sostanza chimica con questo pittogramma, bisogna fare attenzione perché:

La sostanza è corrosiva e può causare gravi ustioni alla pelle e danni agli occhi.

Il simbolo può indicare anche un’azione corrosiva sui metalli.

Questo pittogramma indica una sostanza con una o più delle seguenti proprietà:

È nociva

Causa sensibilizzazione cutanea e irritazione a pelle e occhi

Irrita le vie respiratorie

Ha effetti narcotici, provoca sonnolenza o vertigini

È pericolosa per l’ozono.

Questo pittogramma segnala:

Una sostanza pericolosa per l’ambiente e tossica per gli organismi acquatici.

Dalle specifiche sopra riportate emerge chiaramente che ogni pittogramma il più delle volte è associato a più indicazioni di pericolo. Ciò comporta la necessità di un’analisi più accurata del prodotto da parte dell’utilizzatore, analisi che si completa solo attraverso una lettura attenta della scheda dati di sicurezza.

Facciamo un esempio..

Questo prodotto disinfettante contiene sull’etichetta due pittogrammi.

ai quali corrispondono potenzialmente ben dieci indicazioni di pericolo; potrebbe essere irritante alle vie respiratorie, avere effetti narcotici, risultare nocivo per l’uomo, potrebbe persino infiammarsi al semplice contatto con l’aria, etc. (insomma un prodotto invendibile!). In realtà, se osserviamo la sezione n.2 della scheda di sicurezza, possiamo comprendere le reali motivazioni per cui il fornitore ha avuto l’obbligo di introdurre i due pittogrammi: Il liquido è facilmente infiammabile e può provocare gravi irritazioni oculari.

 

Mentre la sezione n.2 della scheda di sicurezza ci fornisce le specifiche indicazioni di pericolo di cui dobbiamo tener conto, la sezione n.3 ci da la composizione totale della miscela con le concentrazioni relative di tutti i componenti:

Così, analizzando la composizione del nostro campione, si deduce che alcuni componenti di natura molto pericolosa non concorrono all’attribuzione del loro pittogramma in sezione n.2  unicamente perché non presenti in concentrazioni significativamente pericolose nella miscela.

Quindi l’analisi superficiale dell’etichetta di un prodotto contrassegnato con uno o più pittogrammi di pericolo non è mai esaustiva e in alcuni casi può anche creare allarmismi ingiustificati!

Facciamo un altro esempio.

Questo secondo prodotto è un potente detergente disinfettante che contiene sull’etichetta ben tre pittogrammi:

In particolare il terzo pittogramma potrebbe da subito destare considerevole preoccupazione nell’utilizzatore essendo tale simbolo associato ad una sostanza potenzialmente cancerogena.

Anche in questo caso è la sezione n.2 della scheda di sicurezza a chiarire nello specifico di quali reali pericoli si sta parlando e da cosa l’utilizzatore deve ben guardarsi nel manipolare il prodotto.

Così scopriamo che nella soluzione del nostro secondo campione non c’è nulla di cancerogeno bensì c’è la reale possibilità di danneggiare i nostri organi ingerendo per un certo lasso di tempo il prodotto. Ovviamente tutto ciò non preclude dal fatto che la sostanza sia in ogni caso irritante per la cute, pericolosa al contatto con gli occhi e richieda di essere trattata come rifiuto speciale in fase di smaltimento.

In definitiva i nuovi simboli introdotti dal regolamento CLP non devono avere lo scopo di terrorizzare gli operatori del settore (fornitori, venditori e operatori sanitari) bensì devono incentivare questi ultimi ad intraprendere una condotta a cui finora per troppa superficialità, ingenuità o semplicemente per mancanza di tempo, non si è mai data importanza: la lettura della scheda di sicurezza.

Così come le ditte fornitrici hanno l’obbligo di contrassegnare i prodotti chimici al momento dell’immissione in commercio, i venditori hanno l’obbligo di fornire le relative schede di sicurezza agli operatori sanitari che a sua volta hanno l’obbligo di prenderne nota e di custodirle in zone prontamente accessibili all’interno dello studio odontoiatrico come parte attiva della documentazione sanitaria.

Dott. Stefano Della Bianca (Biologo – Product Specialist - Territo S.r.l.)


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